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Non so esattamente cosa muova le persone, impegnate in una data attività lavorativa e non, ad essere superficiali e strafottenti. Non lo so perché forse sono nata con un equipaggiamento differente dalla "media". Ci sono giorni in cui penso che un minor grado di empatia potrebbe aiutarmi a soffrire di meno. Molto tempo fa ho capito di non potere essere indifferente pressoché a nulla e questo può divenire di un peso da essere fardello per anima e corpo. Ogni tipo di stimolo, per me, ha un significato sottile e spesso non captato da altri osservatori. Non che io abbia nulla di speciale, si intende. È la risonanza ad essere differente, amplificata. Qualcuno, quelli come me li chiama "ipersensibili". Io, invece, penso spesso di essere di un altro Pianeta. Sai, quando si ammirano i medesimi paesaggi senza, però, vederne orizzonti comuni si può finire per discutere ed alzare muri di incomprensione. L'altro giorno qualcuno a cui sono molto affezionata e il cui intento era visibilmente quello di risollevare il mio umore, mi ha inviato un file audio nel quale l'autore invitava , in dialetto napoletano, una seconda persona a posizionare una corda lungo una trave. Tale messaggio in me non ha sortito alcun effetto di comicità, al contrario mi sono sentita dispiaciuta e la prima cosa che ho affermato è stata "Oddio, ma questa è istigazione al suicidio!". Chi tra voi è campano saprà bene che spesso tale affermazione dialettale viene usata per estremizzare uno stato poco piacevole di salute o malessere generale. Questa mia risposta ha generato cambio di umore dall'altro lato e questo mi ha creato senso di colpa. Sì, perché spesso faccio fatica a legittimare il mio essere e il mio sentire.
Okkey, dopo questo preambolo, ritorno al focus di questo scritto. Quanto scritto sopra è l'incipit del motivo per cui, dinanzi ai torti subiti, io resto in silenzio. Quanto mi fa innervosire il fatto che le parole, i commenti, il "rispondere a tono" mi vengano dopo l'accaduto e non durante. Quanto mi interrogo rispetto a miei ipotetici errori prima di ricadere in un confronto! Uno stato riflessivo che spesso può portare all'implosione. È sabato mattina e dopo la mia terza dose di vaccino decido di godermi un cornetto vegano. Presso il bar dove spesso acquisto pasticcini per le mie coinquiline mi ero informata e mi avevano detto che di mattina presto avrei trovato cornetti senza ingredienti con derivazione animale. Sono le 10 e faccio un tentativo preparandomi già all'eventualità che siano terminati (sono quelli che vengono consumati prima). Sorpresa delle sorprese, invece, mi viene detto che ne è rimasto un ultimo pezzo al gusto arancia e zenzero. Entusiasta, passo in cassa a pagare e consumo al bancone il mio cornetto. Dopo due morsi mi accorgo che di arancia non c'era nemmeno l'ombra. Per accertarmene, guardo il ripieno e, visibilmente rosso, intuisco si tratti di frutti di bosco o simili. Lo faccio presente e arrivano delle scuse stentate, di quelle che non hanno nulla di autentico, né fanno intravedere uno stato di consapevolezza rispetto alla gravità della situazione. In aggiunta arriva una risatina imbarazzata e la persona che mi aveva servito il cornetto si volta verso l'altro ragazzo, impegnato a preparare i caffè che, reclinando il capo all'indietro esclama "Oddio, non ce la faccio più". Da parte mia silenzio. Termino il mio cornetto (non lo avrei mai lasciato perché io ODIO lo spreco alimentare) e sono andata via. Silenzio e mancato rispetto.
Prima ancora di fare la mia scelta alimentare (il periodo precedente a gennaio 2021) consumavo cornetti vegani perché mi era stata diagnosticata un'intolleranza al lattosio che mi comportava spesso pesanti fastidi alla pancia. Dunque me ne sono tornata a casa incazzata e con la preoccupazione di potermi sentire male di stomaco non per mia scelta.
Quel sabato mi sono posta non un unico interrogativo. Perché è così difficile ricevere rispetto e professionalità? Perché non può esistere rispetto seppure non si condivide un ideale? Io se potessi veganizzerei il mondo per evitare sofferenze inutili a degli indifesi esseri senzienti e per garantire ancora una compatibilità di vita umana su questo Globo. Eppure, quando mi trovo dinanzi a consumatori "accaniti" di carne non manco loro di rispetto deridendoli o sminuendo quelle motivazioni. Certo, nella maniera più assoluta non condivido il loro stile di vita, ma di certo li rispetto in quanto esseri umani.
Io potevo essere anche allergica a qualche ingrediente di derivazione animale e lì sarebbero stati cavoli amari per tutti. Vorrà dire che alla prossima fingerò anche io un'allergia alimentare dal momento in cui si viene presi molto più seriamente. Quando la tua scelta presuppone motivazioni etiche non è degna di nota, se invece vengono tirate in ballo ragioni legate alla propria salute, meglio avere sempre un occhio di riguardo!
Sogno quel giorno in cui si possa essere tutti investiti da empatia e solidarietà. Se ho scelto di lavorare dietro un bancone di un bar vuol dire che sono chiamata a servire i clienti rispetto alle proprie richieste e quantomeno scusarmi e rimediare agli errori compiuti perché si sa siamo esseri umani, possiamo sbagliare, ma è fondamentale comprendere a fondo la natura dei propri sbagli ed essere pronti ad avere un piano B. Chissà, magari un giorno imparerò a rispondere a tono e a pretendere rispetto nei miei riguardi, fino ad allora mi eserciterò nella palestra che è la vita.
Grazie per aver letto fin qui.
Ti saluto con affetto.
Alla prossima,
Federica
Quello che hai descritto, non è chiedere l'impossibile alla fine.. Ed è assurdo che il rispetto, bisogna quasi chiederlo esplicitamente. Perdonali Fede, prima o poi spero passeranno questi pregiudizi assurdi per la tua scelta e ed altre, che sembrano agli occhi degli altri "differenze enormi ed inaccettabili".. incontrarai chi, senza alcun parola, sará felice di deliziarti e perché no, ascoltarti!🍀🤍
RispondiEliminaSicuramente il perdono è parte di me e rappresenta sempre il mio modus operandi. Per il resto penso che spesso sia più una questione di ignoranza e mancata conoscenza rispetto a determinate tematiche. Spesso anche una persona con allergie alimentari può accostarsi ad un prodotto vegano. Di conseguenza non sapere questo o ignorarlo definisce un grado di irresponsabilità importante!
EliminaA prescindere io non demordo perché so che se pago un servizio devo essere "servita" allo stesso modo di altri clienti!