Di seconda mano


 


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Qualsiasi cosa che prima di me ha visto altri proprietari mi ha sempre suscitato un'emozione difficilmente spiegabile a parole. Un misto tra euforia e gratitudine date dalla possibilità di potere continuare a sfruttare quell'oggetto per l'uso per il quale è stato formulato e soprattutto per l'occasione di dare nuova vita a quelle risorse messe in campo per fabbricare la cosa in questione. 
So che potrebbe definirsi un qualcosa di filosofico e atipico, ma è esattamente ciò che provo ogni qualvolta riesco ad acquistare o a ricevere in dono un qualcosa di usato, questo soprattutto da quando sono consapevole rispetto all'immane quantitativo di risorse messe in campo per dare vita alle cose che ci circondano e tanto diamo per scontato!

È vero: sono fortunata perché nella mia famiglia si è cresciuti con questo valore. Come qualcuno mi scriveva in dm pochi giorni fa, fino a qualche decennio fa non ci si poteva permettere il lusso odierno: lo scambio di vestiti, ad esempio, era all'ordine del giorno! Ed è quello che mia mamma ci ha sempre tramandato. Spesso a casa arrivano bustoni di vestiti da parte di amici dei miei genitori e noi smistiamo accuratamente il tutto in base alle necessità: caritas parrocchiale e famiglie in difficoltà di nostra conoscenza, oltre che conservare qualcosa per noi qualora servisse!
Proprio lo scorso mese, confrontandomi con mia sorella sulla mia necessità di acquistare t-shirt, ho scoperto che lei era stanca di indossarne alcune tra le sue (che erano le stesse da anni) e ha deciso dunque di regalarle a me. Risultato? 3 t-shirt ancora in buono stato hanno cambiato proprietario anziché essere cestinate e dunque andare incontro allo spreco di risorse che potevano ancora essere messe in campo!

Oltre all'ambiente familiare anche i mercatini rappresentano per me, seppure da minore tempo, una valida alternativa al vestiario e oggettistica di seconda mano!
Ogni qualvolta necessito di qualcosa (pressoché qualsiasi) prima passo al mercatino dell'usato e poi, qualora non trovassi ciò che mi occorre, do una sbirciata alle nuove app di usato (come Vinted oppure il Marketplace di Facebook) per me validi compromessi nonostante la spedizione e dunque le risorse implicate per il trasporto. 

Se c'è una cosa che ho imparato in questi anni di mio "attivismo ambientale" è che il passaparola può davvero fare la differenza. Mi spiego meglio.
Qualche mese fa ero alla ricerca disperata di un macinacaffè poiché dovevo macinare i miei semi di lino e assolutamente non avevo intenzione di acquistarlo nuovo. Mia mamma, che ben consapevole era di questo mio "problema", ne aveva parlato a sua volta con mia zia. Morale della favola? Qualche giorno dopo si presentò a casa con un macinino pari a nuovo e funzionante. Ricordo ancora la gioia di quel giorno: un elettrodomestico usato, abbandonato e dimenticato in un mobile che finalmente poteva riprendere vita e funzionare per quello per cui era stato originariamente progettato.
Sì, lo so. Può sembrare davvero tutto troppo romanzato, ma io sono davvero ciò che leggi in queste righe e ci tengo a scrivere per ciò che sono e per come vivo, senza maschera alcuna.

Di ieri, invece, è l'esperienza vissuta all'interno di due negozi vintage di Roma: SiTenne e Humana Vintage. Mossa dall'esigenza di acquistare un abito per una cerimonia e di volerlo assolutamente prendere di seconda mano, ho deciso che una giornata l'avrei dedicata andando in avanscoperta.
Esito della giornata? Positivo! Non solo ho trovato ciò che cercavo, ma sono stata anche felicissima per averlo trovato molto molto vicino al mio stile. 
Sono arrivata alla conclusione che solo in questi contesti io possa trovare ciò che più mi rappresenta e questo per me costituisce davvero un bel dono, un'occasione da prendere al volo!

A tutti coloro che si mostrano (comprensibilmente) restii all'indossare abiti usati vorrei portare a riflettere su una questione. Quando si va in un negozio qualunque si ha la possibilità di provare abiti e specialmente nei grandi centri commerciali immagino che lo stesso capo possa essere indossato da più persone all'interno del camerino. Lo stesso vale per le scarpe e forse lì ancora più persone avranno calzato quel paio che noi poi abbiamo acquistato. 
Porto questi esempi perché spesso ho notato reticenza da parte di coloro che non sceglierebbero mai l'usato perché appunto provano un senso di "sporco". Quantomeno queste sono le testimonianze da parte di chi mi è vicino. Sarei molto felice e curiosa di conoscere anche motivazioni e idee differenti, dunque scrivimi pure se ne hai desiderio. 

Concludo scrivendo che no, io non sono perfetta e non è perfetto il mio stile di vita. Non è affatto questo il messaggio che voglio veicolare. Sono, tuttavia, felice di potere dare il mio contributo, seppure minimo, e penso che vestire e comprare di seconda mano possa davvero fare la differenza e non poco!
Basti pensare a quanto i mercatini siano zeppi di abiti per capire quanto la fast fashion, nonché tutta quella parte di capi di abbigliamento che passa direttamente dalle passerelle alla produzione in modo rapido e veloce, sia stata e continui ad essere dannosa per il Pianeta.
Viviamo in un mondo obsoleto in cui tutto è costruito per danneggiarsi subito e in cui il consumatore velocemente si stanca di ciò che poco prima ha acquistato. Si chiamano bisogni indotti che di necessità hanno poco o nulla.
"Mi serve davvero?" - basterebbe porsi questa domanda per porre freno ad acquisti compulsivi che spesso, anni addietro, hanno caratterizzato anche la mia esistenza!

Grazie anche stavolta per avere letto fin qui,
alla prossima puntata con vivere green! 💓






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