Libertà di scegliere



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Poche volte nella mia vita mi sono sentita libera e nella pace dei sensi.

Poche volte ho dato ascolto alle mie esigenze e ho anteposto i miei desideri alle dicerie.
Poche volte ho pensato di essere capace di andare oltre i commenti insulsi altrui.
Questa, è una di quelle.

Tra le caratteristiche che mi contraddistinguono c'è quella di avere una spiccata capacità nel distinguere il reale dall'artificioso.
Quando ho comunicato ai miei genitori la mia decisione di eliminare i derivati animali dalla mia alimentazione, ho capito subito che in loro era forte la preoccupazione che mi sarei ammalata perché "senza carne, il ferro da dove lo prendi? ".
"Andremo a fare le analisi e guai a te se non dovessero uscire buone"- sentenziò un giorno mia mamma. Sinceramente angosciata per quel mio cambio di rotta, mi confessò di non riuscire a dormire la notte.
Qui, dunque, scorgevo toni elevati che nascondevano uno stato di evidente preoccupazione. Un genitore, d'altronde, prova verso i figli un amore smisurato che lo porta a restare in allerta e ad intervenire nel momento in cui la situazione non va come previsto, perché in poco tempo molte delle certezze possedute vengono messe in discussione e si sgretolano in massa. 
E quando, invece, dall'altra parte trovi persone che parlano solo per sputare sentenze e che della tua salute se ne infischiano altamente?
Qui, piuttosto, è nell'aria il giudizio fine a se stesso.
Sono pochi mesi che ho preso questa decisione e ciò che più mi ha fatto riflettere è quanto la parola "vegano" risulti essere, almeno dalle mie parti, un tabù.
Guai a pronunciarla. Ti ritroveresti gli occhi puntati addosso in men che non si dica.
Allora, da donna astuta quale sei, affermi di non mangiare carne.
Parti da quello e, se proprio ti dovessero porre altre domande, arrivi ad affermare che no, non mangi nemmeno formaggi né pesce.
Se c'è una cosa che in questi mesi ho capito è che l'informazione e la passione che caratterizzano la tua scelta sono le uniche chiavi che ti permettono di accostarti anche agli onnivori più "accaniti".
Quando mi chiedono il perché io abbia fatto questa scelta rispondo che in primis non ho più intenzione di mettere nel piatto animali morti e in secondo luogo che non voglio più essere complice del disastro ambientale in atto. Nel parlarne mi rendo conto di diventare prolissa (solitamente parlo solo quando necessario), di sorridere e di utilizzare toni pacati. Questo, tuttavia, non riesco ancora ad applicarlo nel mio contesto familiare, nel quale, ahimè, vi è un maggiore carico di aggressività!

Sono serena e lo sono in virtù della mia scelta che è andata ben oltre tutti i pregiudizi e gli stigmi che sono celati dietro questo stile di vita.
Non sono vegana perché continuo a mangiare le uova prodotte dalle mie galline, né tanto meno amerei essere definita tale perché questa etichetta porta con sé tanta, troppa discriminazione.
IO NON SONO LA MIA DIETA ALIMENTARE, ma, oggi, la mia dieta alimentare rispecchia i miei principi.

Prima di tutto viene il rispetto per gli altri e le loro scelte.
"Mangia oggi più vegetale di ieri e contribuirai anche tu alla salvaguardia di questo Pianeta" -potrebbe sembrare uno slogan, ma è un semplice invito avanzato da una ragazza che su questa Terra vorrebbe viverci BENE ancora per molti anni.
Un cittadino informato è un cittadino che può scegliere nella piena consapevolezza.
Una scelta è libera quando è Informata (informazioni tratte da fonti attendibili come articoli scientifici e professionisti del settore).

Grazie per aver letto fin qui,
alla prossima scrittura!

Federica

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